Le Origini

Il termine latino frater, da cui fratello nella lingua italiana, non indica soltanto i rapporti di sangue e di parentela che intercorrono tra due persone. I primi cristiani, infatti, nell’antica Roma, usavano chiamarsi tra loro "fratelli". Questa parola si trova spesso nei testi latini come sinonimo di cristiani fideles.Il termine fraternitas veniva usato per indicare “i fratelli di fede”, quindi la totalità dei fedeli, cioè la Chiesa. Tertulliano, nei suoi testi, lo usa per definire l’amore fraterno fra cristiani. Da tutto questo si evince che la parola “Confraternita” ha una origine molto antica. Le confraternite si svilupparono in quei movimenti dei Disciplinanti, o Flagellanti, fondati nel 1260 a Perugia per opera di un laico, tale Raniero Fasani, che, successivamente, abbracciò la vita religiosa e penitente. Esse sono “associazioni pubbliche e laiche di fedeli” fondate con lo scopo di suscitare l'aggregazione tra i fedeli, di incrementare il culto e di esercitare opere di carità e di pietà. Sorsero in un momento di grande devozione popolare, non privo di tensioni politiche e sociali; nel mentre, nelle varie realtà cittadine, si avvertiva un forte desiderio di pacificazione.
Le radici delle confraternite, aventi scopi devozionali e caritativi, risalgono quindi al Medioevo. Un grande sviluppo si ebbe tra il quattordicesimo ed il diciottesimo secolo, un fenomeno che si diffuse in tutta Europa, come ancora oggi le numerose sedi testimoniano. Il Diritto Canonico nel Medioevo non prevedeva nessuna norma per l'ordinamento delle confraternite, salvo la generica prescrizione che imponeva la soggezione delle organizzazioni laiche a scopo di culto all'Ordinario della diocesi di residenza. La definizione giuridica delle Confraternite è contenuta nel canone 707 del codice di diritto canonico del 1917, per rendere più attuale e moderno il ruolo delle Confraternite. Importanti aggiornamenti sono stati introdotti con il codice del 1983, che le inserisce nelle associazioni pubbliche e conferisce ad esse compiti particolari. Lo stato giuridico viene conferito alle Confraternite con i Patti Lateranensi del 1929.
Ogni confraternita deve avere uno statuto proprio, al cui interno devono essere inseriti specifici articoli del diritto canonico, che riprendono i principi dettati dal Concilio di Trento (1542-1564); esse dipendono dal vescovo della diocesi di appartenenza (can. 715). Le Confraternite desumono il titolo dagli attributi di Dio o dai misteri della religione cristiana o dalle feste del Signore o della Madonna o dei Santi (can. 710). La confraternita è persona giuridica e tiene assemblee, elegge le cariche ed amministra i beni sotto la vigilanza del vescovo ed interviene alle processioni con le proprie insegne e con il proprio vessillo.
Le confraternite hanno avuto un ruolo importante nella Chiesa Cattolica soprattutto nei tempi più difficili della sua storia, in particolare durante il periodo della riforma protestante. Il loro contributo fu determinante nella lotta per contrastare il protestantesimo in Italia, nella lotta alle eresie e in tutte le altre vicende interne ed esterne alla Chiesa Cattolica. Le confraternite svolgono il ruolo che la storia chiede loro. Se un tempo c’erano delle priorità che impegnavano l’esercizio caritativo di queste, oggi le priorità sono diverse. Nell’ Enciclica “Deus Charitas est” papa Benedetto XVI scrive: “L’intima natura della Chiesa si esprime in un triplice compito: annuncio della parola di Dio, celebrazione dei Sacramenti, servizio della Carità, che appartiene alla sua natura ed è espressione irrinunciabile della sua stessa essenza”.
I valori storici delle tradizioni, dei patrimoni culturali e artistici furono affidati alle confraternite affinché fossero gelosamente custoditi e tramandati.
All’interno della Chiesa le confraternite hanno il dovere di svolgere compiti importanti; per la loro antica vocazione, sono chiamate ad operare nella società, lungo le due strade maestre indicate dal Vangelo, che sono la Fede e la Carità.
La Fede quale testimonianza di amore in Cristo e di impegno, attraverso il perfezionamento spirituale, nella missione evangelica intesa come presenza sempre più viva nella comunità ecclesiale e nella società e una più consapevole appartenenza al Popolo di Dio.
La Carità quale espressione di fraternità in Cristo da realizzare con opere di misericordia verso gli afflitti dalla solitudine, dallo smarrimento e dal neopauperismo, che necessitano di amore, di conforto e assistenza materiale e spirituale.
Le testimonianze non mancano. Sono tante le Confraternite attive, presenti nella società e impegnate nel sociale con opere di assistenza e beneficenza. Nel terzo millennio le Confraternite dovranno acquisire una nuova vitalità, senza dimenticare le origini e le tradizioni. In concreto dovranno essere un valido supporto ai laici cattolici, alla loro responsabilità nell’edificazione della Chiesa e nell’evangelizzazione del popolo. La loro funzione resta importante per il ricco patrimonio di esperienze acquisite nelle opere di apostolato, per la secolare presenza nella Chiesa e nella società. Esse vengono da tanto lontano e sicuramente andranno molto lontano.
Quali Confraternite ha avuto in passato Fontanarosa? Non ci sono documenti antecedenti al 1622; solo dopo questa data ci sono alcuni documenti e notizie frammentarie ricavati da atti notarili o da censi legati al patrimonio.
Un atto notarile del 20 ottobre 1728 riporta che una persona presentò istanza per l’affranco di un censo, acceso per un prestito di venti ducati fatto ai suoi antenati dalla cappella del Corpo di Cristo e registrato il 2 gennaio 1585.
Questo ci dà la conferma dell’esistenza della Confraternita, forse la prima, per quanto ci è dato di sapere, sicuramente la più antica e anche abbastanza prospera, perché in possesso di un ricco patrimonio, dovuto anche alla generosità dei fedeli. Col nascere di altre Confraternite cominciò a prevalere il gusto della esteriorità della parata e del suffragio dei defunti, così quella del Corpo di Cristo cominciò a perdere simpatizzanti ed iscritti.
L’altra congregazione o Pia Unione, in alcuni atti notarili, viene denominata con diversi nomi: cappella dei “Monte dei Morti o Pio Monte dei Morti, Anime del Purgatorio o Purgatorio, cappella del SS. Rosario o Madonna della Vittoria o di Sant’Antonio di Padova”.
La Confraternita non si differenziava dalle altre, né per le regole né per la costituzione; l’obiettivo era quello di onorare pubblicamente il SS. Sacramento e di promuovere e diffondere la vita cristiana nella comunità.
Ad essa potevano aderire solo gli uomini, avevano in dotazione gli abiti per le cerimonie, che vestivano in occasione delle processioni e di particolari funzioni religiose.
Attualmente sono in piena attività tre Confraternite: SS. Rosario, SS. Annunziata e quella dell’Immacolata.

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