Il Campanile

Nel corso dei tempi, per richiamare i fedeli alle funzioni religiose, sono stati usati vari modi e vari strumenti: uno dei tanti è stato battere un pezzo di legno detto “asse sacra”; molto più tardi si arrivò alla campana, uno strumento in bronzo con un suono gradevole che si diffondeva lontano.
In principio si cominciò a sistemare le campane dove e come si poteva; si cercò di sistemarle sempre più in alto per diffondere il loro suono il più lontano possibile. Successivamente cominciarono a edificare delle costruzioni simili a delle torri, denominate campanili, alla sommità delle quali venivano allocate le campane. Essi possono essere accanto alla chiesa, incorporati nella muratura della chiesa o staccati dalla stessa.
Quasi tutte le chiese, o meglio quelle più importanti, intorno al decimo secolo avevano o stavano completando la costruzione del campanile, che nella maggior parte dei casi poco differiva dalle torri civiche. In alcune realtà vennero edificati i così detti “campanili a vela”, per cui uno dei muri perimetrali della chiesa sovrastava il tetto della stessa e nel mezzo venivano ricavati degli archi per alloggiare la campana.
Fra i tanti progetti della Confraternita dell’Immacolata c’era quello di costruire il campanile, sicuramente una punta di orgoglio per non essere secondi a nessuno e anche per dare una sistemazione idonea e definitiva alla campana che possedevano.
Leggendo uno dei registri contabili si è avuta la conferma che l’iniziativa per la costruzione del campanile prese piede nel 1912, quasi con un lancio promozionale dei giorni nostri, del tipo “ADOTTA UNA PIETRA DEL CAMPANILE”; questo è stato confermato dagli eredi di alcuni sottoscrittori che aderirono all’iniziativa; gli stessi affermano che sulle pietre venne riportato il nome del donatore. I nomi non sono più leggibili per cause varie, cancellati in fase di costruzione per l’adattabilità della pietra ed in fase di manutenzioni successive.
I lavori di costruzione iniziarono lunedì 30 maggio 1921 con la posa della prima pietra: a memoria di quella data venne redatta una pergamena che è stata smarrita. I lavori non subirono interruzioni nel successivo biennio.
Dopo un periodo di fermo, i lavori ripresero nel giugno del 1925, si fermarono nella stagione invernale da novembre del 1926 fino alla primavera del 1927.
Negli anni successivi si alternarono periodi di inattività e periodi di piena operosità fino a quando non fu completata la copertura che avvenne nell’anno 1933.
Il campanile, costruito in pietra a vista, è collocato sul lato sinistro della chiesa, accanto alla facciata anteriore; è alto 19 metri ed ha base quadrata; nella parte terminale si trova la cella campanaria che ospitava tre campane.
Durante tutti gli anni di realizzazione della torre campanaria, molti misero a disposizione gratuitamente la propria opera, non solo muratori e scalpellini, ma anche donne e uomini di fatica, artigiani e commercianti: tutto per la devozione alla Madonna.
La costruzione del campanile era in fase di completamento, quando si decise l’acquisto della campana grande (il campanone) del peso di Kg. 757. La contrattazione avvenne nella fonderia Nobilione, con sede in un comune vicino Napoli, il 2 agosto 1928.
La stessa campana all’inizio del 1967 si lesionò, come si suol dire “si ruppe la campana”. Il personale della Fonderia G. Capezzuto di Napoli la ritirò e la campana venne fusa e rifatta dello stesso peso. Il 23 luglio dello stesso anno fu ricollocata al suo posto, dopo la rituale cerimonia del battesimo, che ebbe come madrina la signora Rosa Di Blasi ed il signor Michele Pasquariello come padrino.
Anche in questa occasione, oltre al contributo delle consorelle e confratelli, vi fu una grande generosità di tutti i fedeli.
L’anno successivo all’acquisto della prima campana la Confraternita si addossò l’onere per l’acquisto di una seconda campana più piccola, del peso di Kg. 320.
All’epoca, all’interno della cella campanaria, oltre alle due campane di cui conosciamo la storia, ve ne era una terza, di cui si ignora sia la data di acquisto che quella della sua messa fuori uso.

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