Cappella Gentilizia

Per ottemperare alle nuove disposizioni di legge, che prevedevano che le tombe venissero poste lontano dai centri urbani, in luoghi soleggiati e arieggiati (editto napoleonico di Saint Claud del 1804, promulgato in Italia il 5 settembre 1806), la Confraternita dell’Immacolata Concezione realizzò all’interno del cimitero, sul lato destro, a pochi metri dal cancello d’ingresso, una cappella, che venne completata nell’anno 1860 come indicato dalla lapide in marmo sul portale della facciata.
La cappella è a navata unica; al suo interno un altare in marmo policromo con una nicchia anch’essa in marmo, realizzata nel 1884 per pia donazione, nella quale è custodita la statua lignea della Madonna del Carmelo, che nell’anno 1972 venne danneggiata a causa di un incendio. Nel febbraio del 1977, a seguito di un furto sacrilego, fu deturpata ma, prontamente restaurata dall'artista locale Guido Martone, nel luglio dello stesso anno venne ricollocata nella sua nicchia.
La cappella è aperta al culto e possono essere celebrate tutte le funzioni religiose. E proprio in ragione delle varie cerimonie che vengono svolte è stato opportuno realizzare l’altare “Coram Populo” donato da un benefattore.
Sulla parete prossima all’altare è fissata una campanella utilizzata nelle funzioni religiose.
A differenza delle altre chiese, le pareti interne della cappella contengono cento loculi “ossari” piccoli e grandi. Nel 1924 ne esistevano 25 di cui 11 grandi; gli altri furono realizzati in seguito. Tutti sono chiusi da lastre di marmo sulle quali è inciso il nome del “de cuius” o del proprietario o della famiglia.
La facciata esterna è molto semplice, come è giusto che sia vista la sua ubicazione; il portale lineare in pietra locale, sul suo architrave, riporta una lastra in marmo con inciso uno stemma e una data, 1860, che indica l’anno in cui fu completata la cappella. Un’altra lapide in marmo, che sovrasta il portale, reca la scritta “Confraternita dell’Immacolata Concezione”. Al centro della facciata c’è un bel dipinto della Vergine Immacolata, realizzato nel 1914 e restaurato nel 2008 dal maestro Salvatore Fucci. Un vetro è stato sistemato davanti al dipinto per preservarlo dalle intemperie e da tutti gli agenti atmosferici.
Un campanile, detto “a vela”, sovrasta il lato destro del timpano, o “arco di fabbrica” come annotato nei registri, all’interno del quale è alloggiata una campana, che con i suoi mesti rintocchi saluta quelli che arrivano per l’ultima dimora.
Dal 1860, anno della costruzione, fino ai nostri giorni, la cappella ha subito interventi di ordinaria manutenzione e di carattere strutturale. E’ stato ammodernato l’impianto elettrico, sono stati rinnovati gli arredi, non per il gusto del bello ma per renderla più funzionale e accogliente per i fedeli, che si fermano per una preghiera o che prendono parte alle funzioni religiose.
Nell’ultimo decennio, per delibera dell’assemblea della Confraternita, con il consenso della Curia vescovile e delle istituzioni civili, è stato possibile rifare il tetto, l’intonaco della facciata e delle mura perimetrali esterne, gli intonaci interni, tinteggiare le volte e restaurare i dipinti.
Una scalinata in pietra, incuneata nello spazio di terra delimitato dal muro perimetrale del cimitero e quello posteriore della cappella, conduce all’ampio sotterraneo della stessa dimensione della chiesa.
Al piano del ballatoio tra le due rampe di scale c’è un vano coperto, costituito da tre lati in muratura, sulle cui pareti sono stati costruiti loculi per ossari; il quarto lato è chiuso da una artistica inferriata con cancello.
Un corridoio centrale, messo per il lungo, divide in due parti il sotterraneo dove sono predisposti 26 sepolcri per l’inumazione, riservati alle consorelle e ai confratelli.
Questo luogo sacro, quale è la cappella descritta, adibito anche a luogo di sepoltura, con il sepolcreto e le urne, custodisce i resti degli antenati di una comunità e ne racconta la storia e testimonia l’importanza di un’antica congregazione.

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